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Il 10 agosto 1891, nasceva in Francia, da
famiglia svizzera Charles César Ritz, uno dei massimi esponenti della Pesca
a Mosca, considerato, a pieno titolo, una pietra miliare nell'immenso
panorama della pesca a mosca mondiale, per le notevoli innovazioni che ha
introdotto con i suoi concetti costruttivi delle canne oltre che sulla
tecnica di lancio, concetti ancor oggi validi e inamovibili. Anche se
scomparso venticinque anni fa, egli è ancora qui con noi, e noi siamo ancora
con lui, sul fiume a mettere in pratica le sue teorie, le sue idee, i suoi
suggerimenti. Il lettore, infatti, leggendo il testo ha la piacevole
sensazione di essere proiettato in quel tempo ormai lontano, oggi
irrimediabilmente perduto.E’ grazie alla sua gran capacità d'osservazione,
di ricerca e di studio dei materiali e del lancio che oggi il pescatore a
mosca moderno può apprezzare quanto di meglio la tecnica costruttiva è in
grado di offrire, soprattutto per quanto riguarda le canne, i profili, le
azioni, basti pensare all'azione parabolica ed alla rastremazione degli
stessi profili, cambiamenti che hanno scritto, in modo indelebile, un nuovo
capitolo nella storia della pesca a mosca. Il testo, tradotto molto bene da
Osvaldo Velo, è composto di 283 pagine, suddiviso in cinque parti, è
disponibile in versione tradizionale e in tiratura limitata di 75 copie,
esclusivamente per gli del collezionismo e del raffinato, è fornita con una
copertina rigida cucita a mano ed ogni copia è numerata e firmate dalla
Signora Monique Ritz.Oltre che essere un buon condensato di tecnica, nel
testo sono espressi soprattutto concetti oggettivi di pesca pratica: a
secca, a sommersa e a ninfa, quest'ultima considerata dallo stesso autore
come la più impegnativa in senso assoluto. Il lettore trova nel libro le
idee, le teorie, i suggerimenti e l'esperienza che questo grande personaggio
ha voluto lasciare ai posteri in eredità. Personalmente mi sento di
consigliarlo sia al neofita sia all'esperto, per la completezza e la
meticolosità della trattazione degli argomenti. Pur essendo un libro denso
di contenuti tecnici dall'inizio alla fine, il linguaggio è chiaro, semplice
e intuitivo ed il lettore trae la sensazione di leggere un testo moderno
assimilando nella propria mente e nel proprio spirito proprio quello che
Ritz ha voluto trasmettere, il piacere immenso della Pesca con la Mosca"
ieri, oggi, domani.
Lorenzo Nogara
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Il pescatore d'acqua dolce
giugno 2002 |
Un
libro piacevole scritto con verve francese da uno svizzero che ci riporta al
tempo quando la pesca a mosca era sport esclusivo per fortunati inglesi,
francesi, belgi, e di semplici stimati guardapesca, ottimi maestri per
tutti. Gli americani considerati pescatori a parte, pratici, immediati,
privi di orpelli e della flemma che rallenta le azioni degli inglesi. È il
ritratto di un'epoca, un "c'era una volta" di acque pulite e ricchissime di
pesci e la descrizione di vizi e virtù, manie e snobismi di pescatori a
mosca di ceto abbiente che al momento giusto si ritrovano nelle più belle
riserve d'Europa e d'America. Catturano non solo confidando in ciò che la
giornata offre, ma si preparano alla battuta sfruttando l'esperienza sullo
stesso fiume in anni precedenti, puntualmente descritta sul diario.
Charles Ritz nasce in Svizzera nel 1891, ha il primo approccio con trote ed
artificiali nel 1912. Nel 1917 parte per l'America ed inizia l'attività di
albergatore (delfino del padre proprietario della catena di alberghi Ritz).
Nel contempo s'interessa di pesca a mosca ma, considerato alla stregua degli
altri apprendisti, non dispone di lauti guadagni, al monte dei pegni
acquista canne che smonta, pulisce, modifica, rilega con seta, vernicia e
rimette a nuovo. Da solo costruisce la prima canna in bambù refendu, nel
1921 ed orgoglioso del suo attrezzo, potente, morbido va a provarlo in
Canada.
Contagiato dalla passione della pesca, lascia la carriera d'albergatore e
l'America, ritorna in Europa libero d'impegni e con un bagaglio tecnico
notevole, collabora a riviste specializzate e nel 1937 diventa collaboratore
della Pezon et Michel.
Svolge il
lavoro in officina e sui fiumi, pesca ma soprattutto guarda pescare per
incamerare conoscenze di tecniche diverse, le studia, elabora, perfeziona,
accorcia e modifica i profili adattandoli ai difetti degli amici. Nelle
canne cerca la leggerezza, la maneggevolezza, per pescare tutto il
giorno, sicuri della precisione al magico coup du soir. Elimina gli
inconvenienti d'impugnatura che producono calli, crampi e deformazioni alle
dita.
Pesca sulla
Traun, l'Ammer; la Salza, la Loue, l'Andelle, la Risle, in laghi e fiumi del
Canada, in Norvegia, in Svezia, raggiunge il Circolo Polare a caccia di
salmoni. Sempre alla ricerca di novità, attento alle nuove tendenze, e con
la disponibilità di un fiume ben popolato come banco di prova.
Pronto a
testare materiali innovativi si cimenta anche con la fibra di vetro, ma il
libro si ferma al 1952, quando il periodo magico delle canne in bambù inizia
il declino, che nemmeno la guerra aveva intaccato.
Un libro di
gradevole lettura, la parte tecnica trattata con semplicità e la parte
narrativa, intrisa di tecnica senza farlo vedere. La descrizione di canne e
azioni, ormai superate dai materiali in uso, trattengono tra le righe
considerazioni ancora valide come i consigli per l'uso delle mosche durante
le superbe schiuse nelle gonfie acque dei canali, nei chalk stream
d'oltralpe e nei fiumi americani.
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www.pipam.com thread
"Libro di Ritz"
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14-3-2002
Me lo sto centellinando sera
per sera. Sono al capitolo sul come testare i bambu. Mi è veuta voglia di
andare a contrallare la vecchia master di P&M dopo anni di carbonio sempre
più rapido. Poi in pesca si fa fatica a tornare al passato, però...
Doriano
14-3-2002
...perché dici che il Ritz
sono "altri tempi"? Per me, quel libro è ancora attuale. Prendi dove parla
delle mosche. E cosa dire dei capitoli sulle canne e sui finali. Dove poi
c'è da rimanere a bocca aperta è quando descrive il modo di pescare dei suoi
amici. E la passione per la PAM che aveva Ritz è semplicemente fuori dal
tempo e forse lo stimolo principale da trarre dal suo libro.
S. CH
14-3-2002
Oggi ho ricevuto, tramite
corriere, il libro. Devo dire che con sole E. 2,48 di spese di spedizione
l'ho ricevuto in ufficio. Quindi per tutti coloro i quali volessero leggerlo
ma non hanno come come la possibilità di poterlo acquistare nelle librerie
consiglio di inviare la email ad
amicoli@libero.it. Se considerate che per girare tre o quattro librerie
a Roma spendi più di 5 Euro di benzina, e rischi di andare in bianco
l'alternativa è decisamente più conveniente.
omissis
Save T. R.
22-2-2002
Dura fare un riassunto! Bello
soprattutto per chi ha qualche capello bianco ed ha avuto la fortuna di
pescare negli anni d'oro (per ora sono alla parte sulla Traun ed è un grande
amarcord: bisogna dire grazie a Osvaldo per la traduzione. L'Edizione
normale vale il prezzo secondo me.
Doriano
Lo sto finendo di leggere e
l'ho letto saltabeccando tra argomenti e capitoli. La traduzione è pregevole
e le foto mi rammentano il bisnonno con i baffoni a manubrio. Che dire?
Altri tempi, altre persone, altre idee (non tutte), altri problemi, altre
acque (!!!).
omissis
B.T. |
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Fly Line
1-2001 |
Probabilmente.
certamente in Europa. Pris sur le Vif il libro più famoso mai scritto
relativo alla pesca a mosca. Era un delitto non poterne fruire in lingua
italiana. Ora. grazie alla Signora Monique Ritz. che ne ha autorizzato la
traduzione (i cui proventi saranno devoluti su sua richiesta all' Istituto
Oncologico Europeo di Milano), potrete richiederne addirittura due versioni.
una in edizione di lusso della quale sono disponibili 75 copie firmate dalla
stessa Signora Ritz, ed una in veste più economica a grande tiratura del
costo di £
48.000. Che dire di Pris sur le vif?
Non voglio parlare del
contenuto del libro: mi verrebbe voglia di raccontarlo tutto. E' storia.
cultura. divertimento. passione. è tecnica, è filosofia. è
racconto... E semplicemente un libro da leggere. assolutamente. In esso vi
è il cuore della pesca a mosca colto nel momento della sua massima
forza e, si mi è concesso. giovinezza. lì libro è infatti un
traitd'union tra il passato arcaico e la modernizzazione della pam
con una caratteristica: è incredibile tutto ciò che riesce a dire in
sole 280 pagine con le parole di un amico che racconta. facendoti sentire
importante non meno dell'autore stesso. La traduzione è ineccepibile
e merita un complimento ad Osvaldo Velo. Siamo davvero nella grande
letteratura.
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