I titoli di questa collana:

- Il temolo, pesce sportivo 

- Riabilitazione della mosca

  sommersa

- Pris sur le vif, una vita per la

  pesca

- Scritto di sera

 

Recensioni delle

 altre collane

  

Versione brossurata:

 

 Euro 25,00

 

Versione cartonata:

 

NON PIU' DISPONIBILE

 

Pris sur le vif,

una vita per la pesca

Titolo originale:

Pris sur le vif, truites, ombres, saumons

 

Charles Ritz

(trad. O. Velo)

 

284 pag - 17x24cm

fotografie e

disegni in b/n

 

Di tutto un po'...

- Ambienti fluviali e temoli

  a mosca artificiale

- Il calendario del pescatore

  a mosca 2004

Gli Intramontabili

- Il temolo, pesce sportivo 

- Riabilitazione della mosca

  sommersa

- Pris sur le vif, una vita per la

  pesca

- La pesca del temolo con la

  mosca

- Scritto di sera

Il PescavagaMondo

- Slovenia,

  le sue acque, ma non solo

L'arte della tecnica

- Torrenti & dry fly

- Medflyfish

Sensazioni

- Acquarelli

 

Titoli in distribuzione

- Diario di un pescatore a mosca

- Anelli sull'Acqua

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Il 10 agosto 1891, nasceva in Francia, da famiglia svizzera Charles César Ritz, uno dei massimi esponenti della Pesca a Mosca, considerato, a pieno titolo, una pietra miliare nell'immenso panorama della pesca a mosca mondiale, per le notevoli innovazioni che ha introdotto con i suoi concetti costruttivi delle canne oltre che sulla tecnica di lancio, concetti ancor oggi validi e inamovibili. Anche se scomparso venticinque anni fa, egli è ancora qui con noi, e noi siamo ancora con lui, sul fiume a mettere in pratica le sue teorie, le sue idee, i suoi suggerimenti. Il lettore, infatti, leggendo il testo ha la piacevole sensazione di essere proiettato in quel tempo ormai lontano, oggi irrimediabilmente perduto.E’ grazie alla sua gran capacità d'osservazione, di ricerca e di studio dei materiali e del lancio che oggi il pescatore a mosca moderno può apprezzare quanto di meglio la tecnica costruttiva è in grado di offrire, soprattutto per quanto riguarda le canne, i profili, le azioni, basti pensare all'azione parabolica ed alla rastremazione degli stessi profili, cambiamenti che hanno scritto, in modo indelebile, un nuovo capitolo nella storia della pesca a mosca. Il testo, tradotto molto bene da Osvaldo Velo, è composto di 283 pagine, suddiviso in cinque parti, è disponibile in versione tradizionale e in tiratura limitata di 75 copie, esclusivamente per gli del collezionismo e del raffinato, è fornita con una copertina rigida cucita a mano ed ogni copia è numerata e firmate dalla Signora Monique Ritz.Oltre che essere un buon condensato di tecnica, nel testo sono espressi soprattutto concetti oggettivi di pesca pratica: a secca, a sommersa e a ninfa, quest'ultima considerata dallo stesso autore come la più impegnativa in senso assoluto. Il lettore trova nel libro le idee, le teorie, i suggerimenti e l'esperienza che questo grande personaggio ha voluto lasciare ai posteri in eredità. Personalmente mi sento di consigliarlo sia al neofita sia all'esperto, per la completezza e la meticolosità della trattazione degli argomenti. Pur essendo un libro denso di contenuti tecnici dall'inizio alla fine, il linguaggio è chiaro, semplice e intuitivo ed il lettore trae la sensazione di leggere un testo moderno assimilando nella propria mente e nel proprio spirito proprio quello che Ritz ha voluto trasmettere, il piacere immenso della Pesca con la Mosca" ieri, oggi, domani.

Lorenzo Nogara

 

Il pescatore d'acqua dolce

giugno 2002

Un libro piacevole scritto con verve francese da uno svizzero che ci riporta al tempo quando la pesca a mosca era sport esclusivo per fortunati inglesi, francesi, belgi, e di semplici stimati guar­dapesca, ottimi maestri per tutti. Gli americani considerati pescatori a parte, pratici, immediati, privi di orpelli e della flemma che rallenta le azioni degli inglesi. È il ritratto di un'epoca, un "c'era una volta" di acque pulite e ricchissime di pesci e la descrizione di vizi e virtù, manie e snobismi di pescatori a mosca di ceto abbiente che al momento giusto si ritrovano nelle più belle riserve d'Europa e d'America. Catturano non solo confidando in ciò che la giornata offre, ma si preparano alla battuta sfruttando l'esperienza sullo stesso fiume in anni precedenti, puntualmente descritta sul diario.

Charles Ritz nasce in Svizzera nel 1891, ha il primo approccio con trote ed artificiali nel 1912. Nel 1917 parte per l'America ed inizia l'attività di albergatore (delfino del padre proprietario della catena di alberghi Ritz). Nel contempo s'interessa di pesca a mosca ma, considerato alla stregua degli altri apprendisti, non dispone di lauti guadagni, al monte dei pegni acquista canne che smon­ta, pulisce, modifica, rilega con seta, vernicia e rimette a nuovo. Da solo costruisce la prima canna in bambù refendu, nel 1921 ed orgoglioso del suo attrezzo, potente, morbido va a provarlo in Canada.

Contagiato dalla passione della pesca, lascia la carriera d'albergatore e l'America, ritorna in Europa libero d'impegni e con un bagaglio tecnico notevole, collabora a riviste specializzate e nel 1937 diventa collaboratore della Pezon et Michel.

Svolge il lavoro in officina e sui fiumi, pesca ma soprattutto guarda pescare per incamerare conoscenze di tecniche diverse, le studia, elabora, perfeziona, accorcia e modifica i profili adattandoli ai difetti degli amici. Nelle canne cerca la leggerezza, la maneggevolezza, per  pescare tutto il giorno, sicuri della precisione al magico coup du soir. Elimina gli inconvenienti d'impugnatura che producono calli, crampi e deformazioni alle dita.

Pesca sulla Traun, l'Ammer; la Salza, la Loue, l'Andelle, la Risle, in laghi e fiumi del Canada, in Norvegia, in Svezia, raggiunge il Circolo Polare a caccia di salmoni. Sempre alla ricerca di novità, attento alle nuove tendenze, e con la disponibilità di un fiume ben popolato come banco di prova.

Pronto a testare materiali innovativi si cimenta anche con la fibra di vetro, ma il libro si ferma al 1952, quando il periodo magico delle canne in bambù inizia il declino, che nemmeno la guerra aveva intaccato.

Un libro di gradevole lettura, la parte tecnica trattata con semplicità e la parte narrativa, intrisa di tecnica senza farlo vedere. La descrizione di canne e azioni, ormai superate dai materiali in uso, trattengono tra le righe considerazioni ancora valide come i consigli per l'uso delle mosche durante le superbe schiuse nelle gonfie acque dei canali, nei chalk stream d'oltralpe e nei fiumi americani.

 

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"Libro di Ritz"

 

14-3-2002

Me lo sto centellinando sera per sera. Sono al capitolo sul come testare i bambu. Mi è veuta voglia di andare a contrallare la vecchia master di P&M dopo anni di carbonio sempre più rapido. Poi in pesca si fa fatica a tornare al passato, però...

Doriano

14-3-2002

...perché dici che il Ritz sono "altri tempi"? Per me, quel libro è ancora attuale. Prendi dove parla delle mosche. E cosa dire dei capitoli sulle canne e sui finali. Dove poi c'è da rimanere a bocca aperta è quando descrive il modo di pescare dei suoi amici. E la passione per la PAM che aveva Ritz è semplicemente fuori dal tempo e forse lo stimolo principale da trarre dal suo libro.

S. CH

14-3-2002

Oggi ho ricevuto, tramite corriere, il libro. Devo dire che con sole E. 2,48 di spese di spedizione l'ho ricevuto in ufficio. Quindi per tutti coloro i quali volessero leggerlo ma non hanno come come la possibilità di poterlo acquistare nelle librerie consiglio di inviare la email ad amicoli@libero.it. Se considerate che per girare tre o quattro librerie a Roma spendi più di 5 Euro di benzina, e rischi di andare in bianco l'alternativa è decisamente più conveniente. omissis

Save T. R.

22-2-2002

Dura fare un riassunto! Bello soprattutto per chi ha qualche capello bianco ed ha avuto la fortuna di pescare negli anni d'oro (per ora sono alla parte sulla Traun ed è un grande amarcord: bisogna dire grazie a Osvaldo per la traduzione. L'Edizione normale vale il prezzo secondo me.

Doriano

Lo sto finendo di leggere e l'ho letto saltabeccando tra argomenti e capitoli. La traduzione è pregevole e le foto mi rammentano il bisnonno con i baffoni a manubrio. Che dire? Altri tempi, altre persone, altre idee (non tutte), altri problemi, altre acque (!!!).

omissis

B.T.

 Fly Line

1-2001

Probabilmente. certamente in Europa. Pris sur le Vif il libro più famoso mai scritto relativo alla pesca a mosca. Era un delitto non poterne fruire in lingua italiana. Ora. grazie alla Signora Monique Ritz. che ne ha autorizzato la traduzione (i cui proventi saranno devoluti su sua richiesta all' Istituto Oncologico Europeo di Milano), potrete richiederne addirittura due versioni. una in edizione di lusso della quale sono disponibili 75 copie firmate dalla stessa Signora Ritz, ed una in veste più economica a grande tiratura del costo di £ 48.000. Che dire di Pris sur le vif?

Non voglio parlare del contenuto del libro: mi verrebbe voglia di raccontarlo tutto. E' storia. cultura. divertimento. passione. è tecnica, è filosofia. è racconto... E semplicemente un libro da leggere. assolutamente. In esso vi è il cuore della pesca a mosca colto nel momento della sua massima forza e, si mi è concesso. giovinezza. lì libro è infatti un trait­d'union tra il passato arcaico e la modernizzazione della pam con una caratteristica: è incredibile tutto ciò che riesce a dire in sole 280 pagine con le parole di un amico che racconta. facendoti sentire importante non meno dell'autore stesso. La traduzione è ineccepibile e merita un complimento ad Osvaldo Velo. Siamo davvero nella grande letteratura.