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Il mercato editoriale nel
settore pesca, nonostante una buona domanda è stato statico per molto
tempo, riproponendo testi poco approfonditi, rivisitazioni di testi
specifici, qualche novità nel campo della costruzione e poco altro.
Ultimamente grazie alla traduzione di testi classici, al fermento di
nuovi personaggi e ricercatori, e alla raggiunta sintesi di percorsi
personali di ricerca e catalogazione, importanti vuoti sono stati
colmati.
In questo panorama si
colloca con gran risalto Medflyfish.
Dopo gli insetti di Fly
Line, è forse il libro più atteso degli ultimi tempi.
In una disciplina, la
pesca a mosca in mare sull’italiche acque, che è così giovane e tuttavia
così viva, mancava un riferimento certo, scritto, una sorta di manuale
con le istruzioni per l’uso. Scritto da chi per primo ha creduto nelle
potenzialità del nostro mare.
E’ con questo spirito che
mi sono messo alla lettura del libro, ancora in versione non definitiva.
Come tanti altri neofiti
del mare avevo bisogno di un manuale, che mi dicesse esattamente dove e
quando pescare e cosa avvolgere all’amo.
Il manuale d’uso così come
lo aspettavo non l’ho trovato, sarebbe stato troppo banale forse.
Ho trovato invece un testo
di largo respiro, che pur affrontando sistematicamente tutto l’universo
della pesca in mare, evita di dare soluzioni semplicistiche, puntando
invece a fornire al lettore e pescatore tutta una amplissima gamma di
parametri e di considerazioni che lo possano mettere in condizione di
valutare e di affrontare qualsiasi situazione di pesca.
Tutte le variabili vengono
sviscerate, nella rigorosa logica dell’autore. Le situazioni, le
condizioni, i momenti, l’attrezzatura, i nodi, le mosche, le prede, le
tecniche e le tattiche. Tantissime informazioni, tante esperienze
raccolte e razionalizzate in questa seppur giovane avventura che è la
SWFF nostrana.
Tutto il libro, che si fa
legger con piacere, è pervaso dal profondo amore per il mare e per la
pesca a mosca di Marco.
Ben scritto, pulito e
filante, mischia al grosso della disquisizione tecnica, portata avanti
con un’organica sistematica, quel minimo di narrato e di emozionale che
lo qualifica rispetto ad un pur utilissimo testo specialistico.
Con alcune chicche
assolute, tra tutte la sorprendete storia della pesca a mosca in mare.
Un solo piccolo appunto.
Il tanto entusiasmo associato ad un elevato tecnicismo potrebbero
indurre lo sprovveduto lettore ad affrontare il mare con attese
superiori a quello che statisticamente il mare riesce a dare.
Ma tant’è. L’esperienza
dimostra che di fronte al blu infinito o ci disamora presto o ci si
esalta nella difficoltà della sfida. E nella gratificante senz'azione di
poter contribuire ad arricchire quel bagaglio di conoscenze racchiuse in
questo primo testo.
Credo che resterà una
pietra miliare nella letteratura PAM italica, il Trote e mosche in Acque
Veloci versione SW e soprattutto versione leggibile. Un libro che non
può mancare nella biblioteca di un PAM italiano.
Resta il giudizio sulla
grafica, ma occorre aspettare la versione definitiva.
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