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Come acquistare le mosche
(Da: Flyfishing Quarterly - 1990 - vol 2 - Nr. I)
In un articolo apparso su Flyfishing Quarterly - 1990 - vol 2 - Nr. 1 - intitolato "Mosche Secche: guida all'acquisto", Leonard Wright afferma:
"Vi sono dozzine di libri che insegnano come costruirsi le mosche, ma non ho mai visto un articolo, anche se breve, che suggerisca come acquistarle".
Il pezzo preso in esame comincia proprio così, e ci porta immediatamente al cuore del problema: secondo Wright, è un vero peccato perché non tutti i pescatori a mosca sono dei costruttori e preferiscono comperarle in negozio.
Wright decide di occuparsi solo delle mosche secche perché, secondo lui, nelle secche la differenza fra una mosca eccellente e una scadente è più vistosa rispetto agli altri tipi di imitazioni.
Dimensioni o proporzioni sono di primaria importanza e devono essere il più perfette possibile. Per prima cosa, una mosca galleggiante deve essere bilanciata dal punto di vista aereodinamico in modo che si posi sull'acqua diritta e che somigli il più possibile ad un insetto vero. In altre parole, deve sfruttare il più possibile la tensione superficiale e galleggiare anche dove l'acqua non è calma.
Una mosca secca, per quanto costruita in modo impeccabile, non riuscirà mai a galleggiare a sufficienza se non è realizzata con materiali di prima qualità. E' dunque di vitale importanza che il collarino di hackle e le code siano rigidi e idrorepellenti, così come idrorepellente deve essere il corpo perché se è realizzato in materiale che assorbe acqua si appesantirà al punto di affondare.
Andate in un negozio e comprate, per esempio, diverse Light Cahill ed esaminatele, continua Wright. Noterete subito che non sono tutte costruite allo stesso modo, anche se fatte dallo stesso costruttore.
Per valutare la qualità di una buona mosca secca bisogna prendere l'artificiale e passare le hackle sulle labbra: superano la prova se sentite come un pizzicorino ma se, al contrario, sentite che le fibre sono morbide e flosce scartatele senza pietà.
Il secondo passo consiste nell'esaminare la mosca contro luce.
Le hackle devono essere luminose, con le punte quasi traslucide. Se risultano opache o smorte sono quasi sicuramente di qualità inferiore.
Di solito, tutte le mosche che si trovano nello stesso "scomparto" sul bancone sono state realizzate con lo stesso collo di gallo: analizzatene un paio potrete dunque decidere se acquistarle oppure rivolgervi altrove.
La competenza dell'Autore si sposta poi sull'esame delle proporzioni. Nessuna mosca è esattamente identica all'altra, anche se la mano che l'ha prodotta è la stessa.
Le proporzioni, ormai consolidate nel tempo, sono le seguenti:
lunghezza della coda = lunghezza delle ali = lunghezza del gambo dell'amo
lunghezza delle hackle = una volta e mezza la distanza punta-gambo dell'amo oppure 3/4 della lunghezza delle ali.
La quantità delle hackle avvolte vicino alle ali è soggettiva e si basa sul tipo di acqua dove si dovrà usare la mosca. Da tenere presente, continua Wrigth, che più l'acqua è calma e minore dovrebbe essere il numero delle hackle di galleggiamento.
Per quanto riguarda le code, Wright ritiene che, salvo nei modelli più piccoli, debbano essere alquanto cospicue perché devono sostenere degli sforzi enormi. Per prima cosa, devono opporre una certa resistenza all'aria mentre la mosca scende sulla superficie dell'acqua, Poi, devono opporre una notevole resistenza alla tensione superficiale.
Meglio ancora se le code sono suddivise in due o tre ciuffetti su un piano orizzontale.
I corpi sono quelli che danno minori problemi ma anch'essi devono essere curati: puliti e ben sagomati. Quelli realizzati in quill non assorbono acqua e non cambiano di colore quando sono bagnati; per contro non hanno la stessa traslucentezza degli insetti veri. I corpi in pelo di cervo sono estremamente galleggianti (almeno per qualche tempo). Ma controllate che siano sagomati alla perfezione e che il pelo sia ben compatto.
Fra i vari materiali passati in rassegna dall'Autore troviamo anche la seta floss che molti costruttori preferiscono perché è molto facile da usare ma, purtroppo, assorbe facilmente l'acqua, diventando più scura quando è bagnata, ed è piuttosto fragile.
I corpi realizzati in pelo - naturale o sostituto - possono presentare anch'essi qualche problema, legato sempre alla idrorepellenza. Alcuni tipi di pelo, poi, possono cambiare colore una volta bagnati e bisognerebbe testare le mosche - magari con un po' di saliva - prima dell'acquisto. Ma, afferma Wrigth, il negoziante avrebbe qualcosa da ridire...
Le ali devono essere fissate esattamente nel centro del gambo dell'amo, appena dietro l'occhiello e devono essere entrambe della stessa lunghezza, dimensione e consistenza. Di solito sono separate una dall'altra con una angolazione di 30-60 gradi, che è accettabile purché entrambe le ali abbiano la stessa angolazione.
Importantissimo: devono essere perfettamente allineate lungo l'asse longitudinale della mosca per evitare il fastidioso effetto elica.
Per quanto riguarda le No hackle, secondo l'Autore sono molto valide purché purché su ami non superiori al 16 e dotate di ali perfettamente simmetriche (effetto elica anche in questo caso). Anche le code hanno la loro importanza e devono essere ben aperte.
Per le Parachute l'Autore fa una constatazione forse banale ma non del tutto scontata per la maggior parte dei pescatori a mosca: le hackle sono avvolte SOPRA al gambo ed il loro ruolo è di bilanciare la mosca, non quello di farla galleggiare.