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Mosca & Spinning giu-lug 1997 |
Una veste editoriale estremamente
elegante, dal cofanetto protettivo alla ricercata copertina, dalla carta
impiegata alla grafica interna, caratterizza il primo volume edito da Amico
Libro di
Quintano. L'autore, vecchia conoscenza dei nostri lettori della prim'ora, è
uno dei più grandi esperti italiani
di temolo e sull'argomento ha
pubblicato libri e articoli sulle riviste
specializzate.
Due terzi del
testo sono dedicati agli ambienti fluviali nei quali è
tuttora reperibile il temolo, con una trattazione al tempo stesso scientifica
e romantica", fatta di ricordi e di esperienze, estremamente dettagliata
per alcuni corsi in relazione ai singoli tratti, alle caratteristiche dei
temoli ivi presenti, alle mosche da
impiegare, ai cenni
sulla marmorata. Sesia, Adda, Mera, Aveto,
Stura di Demonte Adige, Orco, Po, Giona, Chiusella sono i corsi d'acqua
descritti, tutti momenti resi omogenei da un filo conduttore
univoco, una passione profonda verso i luoghi (...) e la profonda immersione
esistenziale delle battute di pesca al temolo, scoprendo anno per anno,
mese per mese, i segreti nascosti in questi stupendi antichi luoghi, la
cui immutabilità mi stupisce sempre osservando il dinamico divenire
dell'acqua e di tutto ciò che di vivo vi è contenuto'.
Una straordinaria miniera di
informazioni, insomma, utilissima per chi intende recarsi a pesca in questi
fiumi testimonianza di una conoscenza dei luoghi, dei pesci e della tecnica
della mosca tale da indurre una forte ammirazione reverenziale nei confronti
dell'autore. Ma anche un manuale di galateo
etico ed alieutico e un'aggiornata testimonianza delle problematiche
odierne che la pesca a mosca del temolo comporta. Di Biase
infatti, socio da anni dell'inglese Grayling Society, è attualmente
presidente dell'associazione italiana Thymallus, sorta lo scorso anno allo
scopo di rivalutare il temolo nel nostro paese e di tutelare gli areali nei
quali esso è ancora presente. In due capitoli in fondo al volume Uno scena
rio per il temolo e La stagione del temolo, l'autore esprime così le
proprie opinioni su quanto debbano fare in futuro tutti coloro che abbiano
veramente a cuore la sorte della pesca del timallide in Italia.
Il bel libro è completato da una
sezione di dressing elaborati dall'autore
in relazione ai singoli corsi
d'acqua, dei quali alcuni portano i nomi e rispetto ai quali costituiscono
talora un adattamento di modelli classici. Sono tutti ottimamente
fotografati da Roberto Messori.
In appendice,
alcune pagine sono dedicate all'argomento delle cosiddette
"sub-specie" del temolo europeo, a partire da quelle per noi principali,
il temolo italiano e il temolo
dell'aerale danubiano, fino a ulteriori specificazioni e ibridazioni, le cui
livree sono documentate fotograficamente.
Un augurio va infine all'editore, che in
una nota in fondo al volume si propone al tempo stesso di divulgare le
traduzioni dei testi stranieri di maggiore interesse e di promuovere
l'iniziativa letteraria di autori italiani.
Eugenio
Ortali
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Il Pescatore Trentino
1-2-1997 |
Temoli e mosche.
Il
libro "Ambienti fluviali e temoli a mosca artificiale", secondo
fatica dedicato al temolo do Nicolo De Biase, é evidentemente destinato od
uno ristretta élite di amatori all'interno dello già... abbastanza ridotto
cerchio dei pescatori o mosca: Infatti, soprattutto per ragioni
geografiche, a dedicarsi o temolo sono indubbiamente pochi pescatori sia
con la mosca che con lo camolera. Tanti possono averlo incontrato, alcuni
magari vi si dedicano sporadicamente nel corso di gite di pesca su fiumi
stranieri, ma a pescarlo assiduamente e a conoscerlo non possono essere, in
Italia, che quei pescatori che lo hanno più o meno sotto casa e non sono
cento moltissimi.
Quindi
viene da chiedersi il perché di un libro simile: la risposta non può che
ricercarsi nella dedizione dell'autore al temolo pesce "nobile" nel vero
senso della parola, nella sua "aficion", per dirla alla spagnola, per un
pesce sportivo, elegante e impegnativo, che è capace di regalare vere
soddisfazioni.
lì
libro descrive una serie di itinerari che sono si geografici, cioè acque,
fiumi, torrenti, ponti e buche, ma anche mentali e cioè "il Sesia",
"l'Adige", "l'Aveto" "il Po etc.: luoghi anche della mente, che per chi si
è dedicato al temolo suscitano ricordi, desideri, fantasie... E poi dedica
ampie pagine agli aspetti naturalistici, alla pesca in senso stretta (mosche
e materiali), agli insetti, ai ripopolamenti. Un progetto ambizioso, che
tenta di contemperare l'itinerario di pesca in senso classica con itinerari
di tipa naturalistico e, se passo permettermi, di vita. Il progetto è
riuscita? Si e no! Intendiamoci il libro è sobriamente elegante, ben
impaginata, scritta bene anche se con una lingua a volte piuttosto
spigolosa, con una iconografia essenziale ma ancora elegante. Dedica,
finalmente, poche ed essenziali righe alle mosche, che hanno tutte dressing
semplici e normali. Cito, ad esempio e ben tornata, una gloria della mosca
al temolo, la Gloire de Neublans, segno che vi è attenzione ad una
tradizione che viene da lontano.
Costa
tantino (80.000 lire), quasi un po' troppo tantino... Di sicura un bel testa
che però qua e là lascia... a desiderare, sia dal punto di vista
naturalistica, sia a volte per i dati che contiene, alcuni francamente
errati o discutibili. Forse è opportuno citare la prefazione laddove 0.
Velo dice che... 'i dati non sono stati controllati, Nicola non ha bisogna
di conferme' : spero sia un refuso perché ognuno di noi ha bisogno non sola
di conferme ma soprattutto di controllare bene ciò che dice o scrive.
Non mi
riferisco chiaramente a dati su regolamenti, divieti a cose simili,
impossibili da verificare in tempo reale, ma proprio a valutazioni su
ripopolamenti, su popolazioni di temoli nei diversi ambienti e ad altre
argomentazioni su pesci e pesca. Il dibattito è stimolante e, tempo
permettendo, me ne occuperò in un altro scritto.
Voglio
solo citare una cosa che poco mi trova d'accordo: l'idea di introdurre il
temolo in acque in cui esso non è mai esistito.
Pur
amando questo pesce, mi sembra un'idea ben discutibile, troppo simile a
tante altre che hanno portato all'immissione di qualsiasi pesce alloctono in
base alla passione del momento... In più, vi sono sviste che sembrano
qualcosa in più di semplici sviste.
Riferendomi all'Adige, itinerario che posso ben dire di conoscere, risulta
strana la continua confusione tra gli sbarramenti di Mori ed Ala, come
risultano piuttosto disinformate le osservazioni riguardanti i temoli che
popolano ora il fiume: ben duro affermare che il temolo dell'Adige è
autoctono e che le semine sono state effettuate solo "nell'ultimo scorcio di
quinquennio".
Tanto
per dare a Cesare quel che è di Cesare devo ricordare che le immissioni da
parte della A.P.D.T. sona iniziate nel 1985, con divieti di pesca al temolo
per tutta la stagione e per alcuni anni anche dell'uso della camolera.
La
F.l.P.S. di Bolzano li immetteva anche prima. Inoltre, l'Adige è sicuramente
un tutt'uno almeno da Merano in giù, e non è vero che è frazionata in
innumerevoli Associazioni.
Infatti è gestito sostanzialmente dalla Società pesca di Bolzano e dalla F.l.P.S. da Merano a Salerno e sotto lo stretto controllo dell'Ufficio
pesca, per cui parlando sia di temoli che di marmorate, anche se di quelli
setta le dighe di Ala e Mori, non si può assai cautamente prescindere da
quanta fatto sopra.
In più
è fantasia affermare che "l'Adige sopra Trento è regimentato per moltissimi
km in sponde di cemento". Tutt'altro e, purché i suoi livelli siano
adeguati, anche se è incanalato, è ricchissima di invidiabili ghiaretti
ideali per il temolo.
E poi
l'Adige col Brennero c'entra poco, scende infatti da Resia... In definitiva
un bel libro su cui però discutere!
P.G. Casem
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Pescare in Valtellina
nov 1997 |
Abbiamo recentemente ricevuto, in dono,
il nuovo libro di Nicola de Biase: "AMBIENTI FLUVIALI E TEMOLI CON LA MOSCA
ARTIFICIALE"
(Ed. Amico Libro, 1996).
Quella di De Biase per il temolo è
una grandissima passione, che comprende anche
l'impegno a difesa delle acque
sempre più minacciate dal degrado, da scellerati interventi
di regimazione e da sempre più numerose opere di captazione.
"Ambienti fluviali e temoli con la mosca
artificiale" è una splendida opera letteraria che comprende la descrizione
di dieci itinerari di pesca tra i quali, ovviamente, la nostra Valle.
Di ogni itinerario viene descritto
ogni aspetto: la storia, le caratteristiche, le attrezzature,
gli insetti, i periodi di pesca, i ricordi dell'Autore.
Il libro comprende inoltre capitoli che
trattano dei maggiori dressing, dei ripopolamenti, dei materiali utilizzati
per la costruzione delle imitazioni per la pesca al temolo.
L'opera consiste in un volume di
240 pagine dalla stupenda veste
editoriale, le fotografie sono tutte a colori
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