I titoli di questa collana:

- Ambienti fluviali e temoli

  a mosca artificiale

- Il calendario del pescatore

  a mosca 2004

 
  

 

 

 

 

ESAURITO

 

Ambienti fluviali

e temoli a mosca

artificiale

 

Nicola di Biase

 

 

240 pag - 17x24,5cm

fotografie a colori

e disegni in b/n

 

 

 

Mosca & Spinning giu-lug 1997

Una veste editoriale estremamente elegante, dal cofanetto protettivo alla ricercata copertina, dalla carta impiegata alla grafica interna, caratterizza il primo volume edito da Amico Libro di Quintano. L'autore, vecchia conoscenza dei nostri lettori della prim'ora, è uno dei più grandi esperti italiani di temolo e sull'argomento ha pubblicato libri e articoli sulle riviste specializzate.

Due terzi del testo sono dedicati agli ambienti fluviali nei quali è tuttora reperibile il temolo, con una trattazione al tempo stesso scientifica e romantica", fatta di ricordi e di espe­rienze, estremamente dettagliata per alcuni corsi in relazione ai singoli tratti, alle caratteristiche dei temoli ivi presenti, alle mosche da impiegare, ai cenni sulla marmorata. Sesia, Adda, Mera, Aveto, Stura di Demonte Adige, Orco, Po, Giona, Chiusella sono i corsi d'acqua descritti, tutti mo­menti resi omogenei da un filo conduttore univoco, una passione profonda verso i luoghi (...) e la profonda immersione esistenziale delle battute di pesca al temolo, sco­prendo anno per anno, mese per mese, i segreti nascosti in questi stupen­di antichi luoghi, la cui immutabilità mi stupisce sempre osservando il dinamico divenire dell'acqua e di tutto ciò che di vivo vi è contenuto'.

Una straordinaria miniera di informa­zioni, insomma, utilissima per chi intende recarsi a pesca in questi fiumi testimonianza di una conoscenza dei luoghi, dei pesci e della tecnica della mosca tale da indurre una forte ammirazione reverenziale nei confronti dell'autore. Ma anche un manuale di galateo etico ed alieutico e un'aggiornata testimonianza delle problematiche odierne che la pesca a mosca del temolo comporta. Di Biase infatti, socio da anni dell'inglese Grayling Society, è attualmente presidente dell'associazione italiana Thymallus, sorta lo scorso anno allo scopo di rivalutare il temolo nel nostro paese e di tutelare gli areali nei quali esso è ancora presente. In due capitoli in fondo al volume Uno scena rio per il temolo e La stagione del temolo, l'autore esprime così le proprie opinioni su quanto debbano fare in futuro tutti coloro che abbiano veramente a cuore la sorte della pesca del timallide in Italia.

Il bel libro è completato da una sezione di dressing elaborati dall'autore in relazione ai singoli corsi d'acqua, dei quali alcuni portano i nomi e rispetto ai quali costituiscono talora un adattamento di modelli classici. Sono tutti ottimamente fotografati da Roberto Messori.

In appendice, alcune pagine sono dedicate all'argomento delle cosiddette "sub-specie" del temolo europeo, a partire da quelle per noi principali, il temolo italiano e il temolo dell'aerale danubiano, fino a ulteriori specificazioni e ibridazioni, le cui livree sono documentate fotograficamente.

Un augurio va infine all'editore, che in una nota in fondo al volume si propone al tempo stesso di divulgare le traduzioni dei testi stranieri di maggiore interesse e di promuovere l'iniziativa letteraria di autori italiani.

Eugenio Ortali

 

Io Donna

18-01-1997

Chi ha un marito, un amante o un figlio pescatore deve proprio regalargli questo elegante e perfetto "manuale d'uso". La pesca a mosca richiede

l'utilizzo di esche realizzate in proprio. usando piume e peli di vario genere a imitazione di insetti, fatti per attrarre i prelibati temoli (ma l'autore consiglia di rimetterli immediatamente in acqua appena pescati!). Indescrivibile il fascino e l'eleganza di queste esche, che  potrebbero anche ispirare un gioielliere!

 

Il Pescatore Trentino

1-2-1997

Temoli e mosche. Il  libro "Ambienti fluviali e temoli a mosca artificiale", secondo fatica dedicato al temolo do Nicolo De Biase, é evidentemente destinato od uno ristretta élite di amatori all'interno dello già... abbastanza ridotto cerchio dei pescatori o mosca:  Infatti, soprattutto per ragioni geografiche, a dedicarsi o temolo sono indubbiamente pochi pescatori sia con la mosca che con lo camolera. Tanti possono averlo incontrato, alcuni magari vi si dedicano sporadicamente nel corso di gite di pesca su fiumi stranieri, ma a pescarlo assiduamente e a conoscerlo non possono essere, in Italia, che quei pe­scatori che lo hanno più o meno sotto casa e non sono cento moltissimi.

Quindi viene da chiedersi il perché di un libro simile: la risposta non può che ricercarsi nella dedizione dell'autore al temolo pesce "nobile" nel vero senso della parola, nella sua "aficion", per dirla alla spagnola, per un pesce sportivo, elegante e impegnativo, che è capace di regalare vere soddisfazioni.

lì libro descrive una serie di itinerari che sono si geografici, cioè acque, fiumi, torrenti, ponti e buche, ma anche mentali e cioè "il Sesia", "l'Adige", "l'Aveto" "il Po etc.: luoghi anche della mente, che per chi si è dedicato al temolo suscitano ricordi, desideri, fantasie... E poi dedica ampie pagine agli aspetti naturalistici, alla pesca in senso stretta (mosche e materiali), agli insetti, ai ripopolamenti. Un progetto ambizioso, che tenta di contemperare l'itinerario di pesca in senso classica con itinerari di tipa naturalistico e, se passo permettermi, di vita. Il progetto è riuscita? Si e no! Intendiamoci il libro è sobriamente elegante, ben impaginata, scritta bene anche se con una lingua a volte piuttosto spigolosa, con una iconografia essenziale ma ancora elegante. Dedica, finalmente, poche ed essenziali righe alle mosche, che hanno tutte dressing semplici e normali. Cito, ad esempio e ben tornata, una gloria della mosca al temolo, la Gloire de Neublans, segno che vi è attenzione ad una tradizione che viene da lontano.

Costa tantino (80.000 lire), quasi un po' troppo tantino... Di sicura un bel testa che però qua e là lascia... a desiderare, sia dal punto di vista naturalistica, sia a volte per i dati che contiene, alcuni francamente errati o discutibili. Forse è opportuno citare la prefazione laddove 0. Velo dice che... 'i dati non sono stati controllati, Nicola non ha bisogna di conferme' : spero sia un refuso perché ognuno di noi ha bisogno non sola di conferme ma soprattutto di controllare bene ciò che dice o scrive.

Non mi riferisco chiaramente a dati su regolamenti, divieti a cose simili, impossibili da verificare in tempo reale, ma proprio a valutazioni su ripopolamenti, su popolazioni di temoli nei diversi ambienti e ad altre argomentazioni su pesci e pesca. Il dibattito è stimolante e, tempo permettendo, me ne occuperò in un altro scritto.

Voglio solo citare  una cosa che poco mi trova d'accordo: l'idea di introdurre il temolo in acque in cui esso non è mai esistito.

Pur amando questo pesce, mi sembra un'idea ben discutibile, troppo simile a tante altre che hanno portato all'immissione di qualsiasi pesce alloctono in base alla passione del momento... In più, vi sono sviste che sembrano qualcosa in più di semplici sviste.

Riferendomi all'Adige, itinerario che posso ben dire di conoscere, risulta strana la continua confusione tra gli sbarramenti di Mori ed Ala, come risultano piuttosto disinformate le osservazioni riguardanti i temoli che popolano ora il fiume: ben duro affermare che il temolo dell'Adige è autoctono e che le semine sono state effettuate solo "nell'ultimo scorcio di quinquennio".

Tanto per dare a Cesare quel che è di Cesare devo ricordare che le immissioni da parte della A.P.D.T. sona iniziate nel 1985, con divieti di pesca al temolo per tutta la stagione e per alcuni anni anche dell'uso della camolera.

La F.l.P.S. di Bolzano li immetteva anche prima. Inoltre, l'Adige è sicuramente un tutt'uno almeno da Merano in giù, e non è vero che è frazionata in innumerevoli Associazioni.

Infatti è gestito sostanzialmente dalla Società pesca di Bolzano e dalla F.l.P.S. da Merano a Salerno e sotto lo stretto controllo dell'Ufficio pesca, per cui parlando sia di temoli che di marmorate, anche se di quelli setta le dighe di Ala e Mori, non si può assai cautamente prescindere da quanta fatto sopra.

In più è fantasia affermare che "l'Adige sopra Trento è regimentato per moltissimi km in sponde di cemento". Tutt'altro e, purché i suoi livelli siano adeguati, anche se è incanalato, è ricchissima di invidiabili ghiaretti ideali per il temolo.

E poi l'Adige col Brennero c'entra poco, scende infatti da Resia... In definitiva un bel libro su cui però discutere!

P.G. Casem

 

Pescare in Valtellina

nov 1997

Abbiamo recentemente ricevuto, in dono, il nuovo libro di Nicola de Biase: "AMBIENTI FLUVIALI E TEMOLI CON LA MOSCA ARTIFICIALE"

(Ed. Amico Libro, 1996). Quella di De Biase per il temolo è una grandissima passione, che comprende anche l'impegno a difesa delle acque sempre più minacciate dal degrado, da scellerati interventi di regimazione e da sempre più numerose opere di captazione. "Ambienti fluviali e temoli con la mosca artificiale" è una splendida opera letteraria che comprende la descrizione di dieci itinerari di pesca tra i quali, ovviamente, la nostra Valle. Di ogni itinerario viene de­scritto ogni aspetto: la storia, le caratteristiche, le attrezzature, gli insetti, i periodi di pesca, i ricordi dell'Autore. Il libro comprende inoltre ca­pitoli che trattano dei maggiori dressing, dei ripopolamenti, dei materiali utilizzati per la costruzione delle imitazioni per la pesca al temolo. L'opera consiste in un volume di 240 pagine dalla stupenda veste editoriale, le fotografie sono tutte a colori